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Eleonora Duse vive ancora

  Nell’anno del centenario della morte di Eleonora Duse, il Vittoriale degli Italiani inaugura la stagione primaverile con la festa  “Ho coronato la saggezza oggi e acceso il gran fuoco” che s i terrà sabato 9 marzo dalle ore 16.00 nella casa-museo di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera. Ma chi era Eleonora Duse? Nata a Vigevano, 3 ottobre 1858 è stata un'attrice teatrale italiana, considerata una delle più grandi di tutti i tempi. Soprannominata "la divina" per la sua sensibilità interpretativa e la sua impareggiabile capacità di trasmettere emozioni, Duse calcò i palcoscenici di tutto il mondo, incantando il pubblico con la sua naturalezza e la sua intensità emotiva. Duse era una perfezionista instancabile , sempre alla ricerca di nuove sfide artistiche. La sua recitazione era caratterizzata da una naturalezza disarmante e da un'intensità emotiva che lasciava il pubblico senza fiato. Era capace di comunicare con il solo sguardo, con un gesto o un sospiro. Una   f
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Foibe: una ferita mai sanata

10 febbraio - Nel silenzio assordante della memoria, riecheggia l'eco di un dolore lacerante: quello delle foibe. A settant'anni di distanza, le profonde cavità carsiche rimangono un tragico simbolo delle atrocità avvenute al termine della Seconda Guerra Mondiale. Un capitolo oscuro della storia italiana. Tra il 1943 e il 1945, migliaia di italiani - militari, civili, oppositori politici - furono trucidati dai partigiani jugoslavi e gettati nelle foibe, inghiottitoi carsici tipici della Venezia Giulia e dell'Istria. Un'epurazione cruenta, motivata da odio ideologico e sete di vendetta, che ha segnato per sempre la memoria collettiva di queste terre. Stime incerte e dolore immenso. Il numero preciso delle vittime rimane un mistero, con stime che variano da 3.000 a 5.000 fino ad arrivare a 11.000. Una ferita profonda che ha lacerato famiglie e comunità, lasciando un'eredità di dolore e trauma che ancora oggi si fa sentire. Un lungo percorso verso la memoria. Per

l'ennesimo stupro

  Ben inseriti,  sereni nonostante un vissuto non facile .  Degli insospettabili, insomma . È il ritratto, fatto da chi nelle comunità alloggio che li ospitavano li ha conosciuti, dei sette egiziani fermati  per avere stuprato, davanti al fidanzatino, una 13enne catanese.  Un giudizio che   ha mio avviso oltre che far pensare alla mancanza di intelligenza, gratitudine e senso civico dei ragazzi mi fa pensare che anche gli operatori manchino di professionalità o capacità valutative. So che questa affermazione scatenerà nei miei confronti le ire di molti che dopo fatti del genere sono sempre pronti a difendere chiunque ma questa volta la difesa non deve esserci, si tratta non di un fatto grave ma gravissimo che non deve trovare da parte di nessuno scusanti. Lo stupro è un crimine odioso che sconvolge la vita delle vittime, specialmente quando coinvolge giovani vulnerabili. È nostro dovere collettivo condannare senza riserve tali atti. Il caso in questione deve richiedere un approccio urg

I giovani d'oggi sono davvero superficiali?

  Leggo e vedo in televisione di giovani che per divertimento tirano petardi sulle auto in transito o peggio che per divertimento tendono cavi d’acciaio precedentemente sottratti, che gettano parti del presepio in acqua, si accordano per trovarsi e picchiarsi. Ma davvero i giovani d'oggi sono più banali, per non dire di peggio, delle generazioni precedenti? Da sempre, le generazioni più anziane hanno accusato le più giovani di essere banali, ignoranti e superficiali. Questa accusa si è fatta più insistente negli ultimi anni, con l'avvento delle nuove tecnologie e dei social media, che avrebbero contribuito a un imbarbarimento della società. La risposta certo non è semplice e dipende da come si intende il concetto di banalità. Se per banalità si intende la mancanza di intelligenza, allora la risposta è probabilmente no. I giovani d'oggi sono più informati e istruiti delle generazioni precedenti. Hanno accesso a un'enorme quantità di informazioni, grazie alla tecnologia e

L'Italia non va poi così male

  Siamo ormai vicini alla fine dell’anno e attenti il Governo è ancora in carica, nonostante chi gufasse, chi temeva un ritorno della destra xenofoba, chi vedeva l’Italia sprofondare nel baratro è stato letteralmente smentito. C’è la crisi geopolitica, guerre un po’ ovunque, anche la Cina si ritrova con una economia meno forte. In Europa c’è una divisione su qualsiasi decisione, in attesa del verdetto della urne il prossimo anno. Ma l’Italia continua a tenere una buona marcia. Il PIL con segno positivo, meglio di Francia e Germania, che sono i nostri primi competitori. Il dato occupazionale che prosegue bene. Nel terzo trimestre, dato Istat, su base annua ha segnato rialzo del tasso pari al 2,1% con i giovani 15-34 anni protagonisti. Anche la qualità dei contratti è migliorati sono aumentati i contratti a tempo indeterminato. La disoccupazione è in discesa al 7,3% (-0,4 punti in un anno). L’Italia certo non corre ma di sicuro non è morente come auspicava qualcuno. Questa Italia che si

Perchè mischiare la sensibilizzazione con altro

  Giustamente in questi giorni si sono moltiplicati i cortei contro i femminicidi e mi auguro che non siano un fuoco di paglia ma che l’attenzione verso questo problema sia sempre alto e che tutte le forze politiche trovino un’intesa perché questa spregevole piaga finisca. Donne, uomini, giovani hanno partecipato all’appello delle piazze di Non una di meno,  in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e a pochi giorni dal ritrovamento del corpo di  Giulia Cecchettin  uccisa per mano dell’ex fidanzato anche se qualcuno si ostina ancora nel definire presunto. Rivedendo le immagini proposte dalle varie emittenti televisive sulla partecipazione mi chiedo ma perché in manifestazioni di così alta importanza e che devono sensibilizzare tutti ci si deve perdere con cori anti Meloni e bandiere della Palestina. Un’occasione sprecata per una mobilitazione trasversale, che ha visto la partecipazione di esponenti di tutte le forze politiche. Un fuori programma che non

Uno scherzo non riuscito

  Fondamentalmente lo scherzo telefonico che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha subito non ha prodotto i risultati che la controparte si aspettava, ascoltando la telefonata non ravvedo difformità da quello che Meloni dice agli Italiani. Non ha fatto altro che ribadire ciò che sostiene sempre anche in pubblico su più temi. Se lo scopo era quello di far dire qualcosa di sconveniente alla Meloni lo scherzo non è riuscito, è stato  un fallimento. In tutta la telefonata non si è sentito altro se non quello che ognuno di noi sente e vede tutti i giorni. Che poi si dica che nella finta intervista venga detto che non vi sia il sostegno all’Ucrania non è per nulla vero visto che si è scomodato il portavoce del ministero degli Esteri russo che posta su telegram un post   distorcendo le parole espresse dalla Meloni che fondamentalmente non ha fatto altro che ribadire che gli ucraini 'hanno il diritto' di difendersi e l'Italia continua a sostenere Kiev. Non ci saranno riperc

La codardia di chi lascia cartoline senza firma

  Ci ho messo un pò ma alla fine ho deciso di dire la mia, sicuramente ci sono molte persone che non la pensano come mè ed è giusto che sia così perchè non siamo tutti uguali, ma ricevere cartoline all’interno della cassetta della posta, tra l’altro consegnate a mano,   e anonime è spiacevole. Ritengo che la persona che ha scritto le cartolina sia probabilmente una persona codarda e meschina. Non ha il coraggio di esprimere le sue opinioni in faccia, quindi si nasconde dietro la maschera dell'anonimato. Chi la scrive sta cercando di screditare il mio pensiero e le mie idee, semplicemente perché non sono d'accordo con lui. Questo ritengo sia una mancanza di rispetto visto che non ha il coraggio di firmarsi. Di sicuro se l’intenzione è quella di intimidirmi o di offendermi il risultato è l’esatto contrario mi fa capire che chi è in opposizione col mio pensiero non ha nemmeno il coraggio di mostrarsi, certo non tutte le persone che hanno un pensiero diverso dal mio sono così fortu

La disinformazione e le fack news

  Ora che purtroppo un’altra guerra è scoppiata ricompaiono le notizie false o meglio le facke news, in particolare su canali con X o per chi se lo ricorda prima era Twitter. Twitter o X che dir si voglia è finito la mattina del 7 ottobre, dopo l’attacco a sorpresa di Hamas, mentre iniziava il contrattacco israeliano. X è diventato un canale senza più nessun controllo dove ognuno senza cognizione di causa scrive qualcosa. Twitter era il luogo, anche se non fisico, dove potevi effettivamente avere il polso di cosa stava succedendo. Venivano postate foto, notizie prima dei giornali o della televisione. Poi Musk ha cambiato tutto, smantellando in primis i moderatori, coloro che cancellavano contenuti violenti o palesemente falsi. Annullando gli utenti certificati, quelli con la famosa spunta blu, ora tutti possono essere utenti certificati basta pagare 8 dollari al mese per essere autorevoli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti nelle ore immediatamente successive all’attacco di Hama

Un anno non proprio disastroso.

  Certo non è tutto oro quello che luccica ma di sicuro nell’ultimo anno le cose sono migliorate non poco per gli Italiani. Il governo Meloni ha dimostrato di essere il migliore per l’Italia, portando il Paese fuori dalla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 e avviando una fase di crescita e rinnovamento. Ha saputo affrontare con competenza e determinazione le sfide più urgenti, come la sanità, l’economia e la giustizia, senza trascurare i temi strategici, come la politica estera, la fiscalità e la società. ha gestito con successo l’emergenza sanitaria, proseguendo il piano vaccinale avviato dal governo Draghi e garantendo la sicurezza dei cittadini. Ha anche sostenuto il sistema sanitario nazionale, aumentando i fondi per le strutture, il personale e le attrezzature. Il governo Meloni ha inoltre promosso la prevenzione e la cura delle malattie croniche e rare, migliorando la qualità della vita dei pazienti. È stata data una forte spinta alla ripresa economica, facendo crescere i

L'Italia paese di mafiosi?

  La dichiarazione di Saviano che reputa l’Italia e gli Italiani ancora uno stato mafioso mi irrita e mi fà veramente pensare che pur di apparire e di far parlare di sè qualcuno non si tira mai indietro. Secondo Saviano l'Italia resta un paese di mafiosi. Una dichiarazione che offende tutte quelle persone ed istituzioni che da anni si battono per sconfiggere la mafia, che rischiano la vita per qualche migliaio di euro. I cittadini Italiani, i giudici secondo saviano sono mafiosi. Le forze dell’ordine comprese, quelle forze dell’ordine che lo difendono perchè dal 2006 Saviano vive sotto scorta e quella scorta è fatta da persone che per poche migliaia di euro rischiano la loro vita per difendere la sua. Vorrei ricordare a Saviano che con un tweet è riuscito ad offendere un’intera nazione di persone oneste e perbene. L’Italia è ancora un paese in cui c’è liberta, in cui le persone sono libere di fare quello che vogliono, non siamo in un paese in cui vige la dittatura di conseguenza se

Il Flagello dei Femminicidi: Un Grido di Dolore e Urgente Necessità di Cambiamento

L’Italia è tra i 5 Paesi in Europa con il più alto numero di donne vittime di femminicidio, ovvero omicidio intenzionale, non certo un primate di cui andare fieri. I femminicidi, uno degli aspetti più oscuri e dolorosi della nostra società, e non solo, rappresentano una tragica realtà che richiede l'attenzione di tutti noi. Si tratta dell'uccisione sistematica e deliberata di donne basata sul genere, e si manifesta in molte forme e circostanze non solo in Italia ma in tutto il mondo. Questo fenomeno inquietante ci costringe a riflettere profondamente sulla nostra società, le sue radici e la necessità urgente di un cambiamento culturale e strutturale. Le statistiche dei femminicidi sono allarmanti. In molte parti del mondo, le donne sono uccise semplicemente perché sono donne. Questo può avvenire in contesti familiari, relazionali, o addirittura come risultato di violenza di genere diffusa. Ogni anno, migliaia di donne perdono la vita a causa di questa violenza. Questo non è sol

Il 6 in condotta

  Ricominciano le scuole e vedrete che fra poco si parlerà di comportamenti problematici degli studenti in classe che possono rappresentare una sfida significativa per insegnanti e genitori. Esistono, a mio avviso, strategie efficaci per affrontare questa situazione e creare un ambiente di apprendimento positivo per tutti gli studenti coinvolti ma soprattutto per gli insegnanti? Il primo passo nella gestione dei comportamenti problematici è cercare di comprendere le cause. Spesso, i comportamenti problematici possono derivare da difficoltà personali, accademiche o sociali. L'ascolto attento degli studenti e il coinvolgimento dei genitori possono aiutare a identificare queste cause. È essenziale stabilire regole chiare e aspettative di comportamento in classe. Gli studenti devono sapere cosa si attende da loro e quali sono le conseguenze dei comportamenti inappropriati. Comunicare queste regole in modo chiaro e coerente è fondamentale. Le strategie di gestione del comportamento, com

Salario minimo

  Il salario minimo in Italia rappresenta un tema di grande rilevanza sociale ed economica. La questione del salario minimo è oggetto di dibattito tra sindacati, imprenditori, economisti e politici da diversi anni, ma finora non è mai stato adottato un vero e proprio salario minimo nazionale neanche durante i governi di centro sinistra. Attualmente, in Italia non esiste un salario minimo federale, ma esistono delle norme regionali che stabiliscono un salario minimo, denominato "minimo contrattuale". Questo minimo contrattuale varia da regione a regione e da settore a settore, e dipende quindi dalla contrattazione collettiva tra i sindacati e gli imprenditori. Questa situazione ha suscitato molte critiche da parte dei sindacati e di alcune organizzazioni che lottano per i diritti dei lavoratori, i quali sostengono che un salario minimo federale aiuterebbe a ridurre e garantire un equilibrio salariale più equo su tutto il territorio nazionale. Non si mette in dubbio che una equ

Riforma della giustizia e concetti fondamentali

In questi giorni si parla della riforma della giustizia, volevo però puntualizzare due concetti fondamentali la presunzione di innocenza e la certezza della pena, principi fondamentali del diritto penale, che mirano a garantire il rispetto dei diritti umani e la tutela dell'ordine pubblico. Spesso questi due principi entrano in conflitto tra loro, soprattutto in un contesto di emergenza sociale e mediatica, che richiede risposte rapide ed efficaci alla criminalità. La presunzione di innocenza, il principio per cui ogni persona accusata di un reato deve essere considerata innocente fino a prova contraria e godere di tutte le garanzie processuali previste dalla legge. Un principio sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla Costituzione italiana, uno dei valori fondamentali dello Stato di diritto. La certezza della pena, il principio per cui ogni reato deve essere punito con una sanzione adeguata, proporzionata

Il turismo in Italia: tra risorse e sfide per l'economia nazionale

Agosto mese di vacanze e di turisti che vengono nel nostro Bel Paese. L'Italia, celebre per il suo patrimonio culturale millenario, le bellezze naturali e l'arte che ha dato vita a rinomate opere, ha da sempre attirato viaggiatori da tutto il mondo. Il turismo svolge un ruolo fondamentale nell'economia italiana, contribuendo in modo significativo al Prodotto Interno Lordo (PIL) e fornendo opportunità di lavoro a diverse fasce della popolazione. Tuttavia, mentre il settore del turismo in Italia prospera, emergono sfide cruciali che richiedono una gestione oculata e una visione strategica per garantire la sostenibilità economica e ambientale del paese. Il turismo è una fonte di reddito vitale per l'Italia. Le città storiche come Roma, Firenze e Venezia attirano visitatori affascinati dalla ricchezza culturale e artistica, mentre le coste italiane, dall'Amalfi alla Riviera, catturano l'immaginazione dei turisti in cerca di paesaggi mozzafiato e spiagge di sabbia do

L’IMPEGNO CIVICO E’ ANCORA PRESENTE IN ITALIA?

  L'impegno civico è al centro di molte comunità vivaci. Ma cosa significa essere impegnati civicamente? E come si fa a padroneggiare l'arte dell'impegno civico? Come mai ci sono differenze notevoli fra Italia e Giappone? E perché proprio il Giappone? Innanzi tutto il Giappone che ho preso ad esempio perché mi è capitato di visitarlo. In questo articolo esplorerò come i diversi approcci all'educazione civica in Giappone e in Italia portino a diverse concezioni della cittadinanza. Cosa questi due Paesi possono imparare l'uno dall'altro e come possiamo applicare i loro diversi approcci all'impegno civico nella nostra vita. Comprendendo le differenze tra gli approcci giapponesi e italiani all'educazione civica, possiamo comprendere l'importanza della comprensione della cultura quando si tratta di coinvolgere i cittadini. Quindi, tuffiamoci! Vi siete mai chiesti cosa serve per essere un cittadino responsabile e impegnato del vostro Paese? La risposta pot

No non è la BBC

 Mai più lottizzazione. Tantomeno vertici designati in base alla fedeltà, anziché alla competenza. Questa la proposta dell’attuale opposizione per liberare la Rai dai partiti, nel tempo molti governi hanno predicato la stessa cosa.. Queste scelte però bisognerebbe farle quando si vincono le elezioni, non è che quando si è in maggioranza si fanno le nomine lottizzando la RAI e poi quando si è in minoranza si dice che bisogna smettere di lottizzare la RAI perché è una posizione un po’ ridicola, senza senso e ritengo anche un po’ immorale. Quando si fanno certe affermazioni e si vuole percorrere una certa strada bisogna ricordare che nel tempo il PD non è stato immune dalle lottizzazioni in RAI, anzi ha creato interi canali lottizzati. Penso che la credibilità di certe affermazioni quando ci si trova in minoranza sia abbastanza bassa. Se effettivamente il PD crede in questa affermazione di voler liberare la RAI dalle lottizzazioni lo vedremo in futuro quando forse vincerà le elezioni .  

Detenuti di serie A e cittadini Italiani di serie B

  Giusto o sbagliato, probabilmente giusto. Molti si sono messi in pista per la liberazione di Patrick Zaki, tutti senza tener conto del colore politico. Ma si sono mossi per far liberare un cittadino egiziano che studiava a Bologna. Perché tutto questo non accade per i circa 2000 cittadini Italiani incarcerati all’estero. Non dico che tutti debbano essere graziati ma che per lo meno riescano a scontare la pena in Italia. Persone di serie A come Zaki e cittadini italiani di serie B. L’esempio più eclatante è quello di Enrico Forti. Cittadino Italiano detenuto da 22 anni in carcere negli Stati Uniti, condannato all'ergastolo che non ha chiesto la grazia ma ha chiesto di scontare la sua pena in Italia. Tanti ministri si sono esposti per far si che la sua pena venga scontata in Italia ma ancora non è successo. Fortunatamente, se così si può dire, è detenuto negli Sati Uniti paese “civile”. Degli oltre 2000 cittadini italiani detenuti all’estero gran parte si trova in Europa di consegu

Il Bigio

  A Brescia stà rimontando la polemica in merito alla statua del Bigio realizzata da Arturo Dazzi. Il Dazzi è stato uno scultore italiano. Nato il 18 novembre 1874 a Carrara, in Toscana, Dazzi è noto per le sue opere in marmo e bronzo, che spaziano da ritratti a sculture allegoriche e monumenti pubblici. Dazzi si formò all'Accademia di Belle Arti di Carrara e successivamente studiò a Firenze. Arturo Dazzi morì a Carrara il 20 giugno 1956, lasciando dietro di sé un'impronta significativa nel panorama artistico italiano. Le sue opere possono essere ammirate in diverse città italiane e all'estero. Ma ora veniamo al Bigio, le diverse idée politiche possono oscurare l'arte? Mi viene in mente solo, secondo il mio parere ma che calza bene, la Censura, usata nei regimi politici autoritari o repressive. La censura limita la libertà di espressione degli artisti e può portare all'oscuramento dell'arte. Tuttavia l'arte ha dimostrato una straordinaria capacità di resiste

Salò è veramente diventata una città senza più sicurezza?

  Una città affacciata sulle rive del meraviglioso Lago di Garda, da sempre considerata una meta tranquilla e sicura. Tuttavia, negli ultimi tempi, un problema preoccupante sta emergendo: i giovani che commettono reati e si sentono impuniti. Gli articoli sui quotidiani sono ormai all’ordine del giorno. Questo fenomeno sta scuotendo la comunità locale e richiede un intervento urgente per ripristinare la sicurezza e ripristinare la fiducia nella giustizia. Sui social ormai ad ogni evento si scatenano i commenti dei cittadini che oltre alle forze dell’ordine chiamano in causa anche il primo cittadino perchè ormai esasperati, impauriti e arrabbiati perchè non possono vivere con tranquillità la loro città. La percezione di impunità tra i giovani che commettono reati rappresenta una sfida significativa per le autorità e per la comunità di Salò. I casi di vandalismo, furto e comportamenti antisociali sembrano essere in aumento, e ciò ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei resident

Una strumentalizzazione politica o verità?

 Nelle ultime settimane, l'attenzione si è concentrata sulle accuse (ancora da verificare visto che la giustizia italiana dispone di tempi lunghi) rivolte al Ministro Daniela Santanchè. Coinvolta in un caso giudiziario che ha scosso l'opinione pubblica italiana in cui al centro dell'attenzione si trova un'indagine giudiziaria che coinvolge la Santanchè, accusata di presunti reati finanziari e di corruzione. Secondo gli inquirenti, la politica avrebbe  beneficiato di tangenti e finanziamenti illeciti in cambio di favori politici all'interno del suo partito. Tali presunte azioni sono state oggetto di indagini che hanno portato all'apertura di un processo legale. Le accuse contro la Santanchè hanno immediatamente scatenato un acceso dibattito nel panorama politico italiano. I suoi sostenitori sostengono la sua innocenza, definendo le accuse come una mossa politica mirata a ostacolare la sua carriera politica. D'altra parte, i suoi critici chiedono che i fatti s

La riforma della giustizia

 In questi giorni si parla della riforma della giustizia, volevo però puntualizzare due concetti fondamentali la presunzione di innocenza e la certezza della pena, principi fondamentali del diritto penale, che mirano a garantire il rispetto dei diritti umani e la tutela dell'ordine pubblico. Spesso questi due principi entrano in conflitto tra loro, soprattutto in un contesto di emergenza sociale e mediatica, che richiede risposte rapide ed efficaci alla criminalità. La presunzione di innocenza, il principio per cui ogni persona accusata di un reato deve essere considerata innocente fino a prova contraria e godere di tutte le garanzie processuali previste dalla legge. Un principio sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla Costituzione italiana, uno dei valori fondamentali dello Stato di diritto. La certezza della pena, il principio per cui ogni reato deve essere punito con una sanzione adeguata, proporzionat

Le affermazioni della sig.ra Mijatovic

Non c’è verso pur di far parlare di sé si attacca l’Italia. Ancora politici per cosi dire Europei che si permettono di dire come deve essere governata o cosa deve fare l’Italia. Lezioni non richieste. "È responsabilità dell’Italia e della nostra comune Europa fermare la tragedia umana in corso nel Mediterraneo. È giunto il momento di intraprendere azioni collettive per porre fine alla perdita di vite umane in mare, anche attraverso la condivisione delle responsabilità per un’adeguata capacità di salvataggio e il trasferimento delle persone soccorse". Questa l’affermazione del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, cinque giorni in Italia incentrati sui diritti umani di rifugiati, richiedenti asilo e migranti e sui diritti delle donne e la parità di genere. Ma siccome non paga dell’affermazione precedente in cui prima cita l’Italia e poi l’Europa (ma non dovrebbe essere il contrario) affonda con l’ennesimo attacco: "L’Italia deve smettere